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Sì al ritiro della cittadinanza agli stranieri che compiono reati!
Il governo francese prevede l'introduzione della revoca della nazionalità per i naturalizzati colpevoli di gravi delitti. Una strada che dovrebbe percorrere anche la Svizzera?
Il 28 novembre prossimo la popolazione svizzera sarà chiamata ad esprimersi sull'iniziativa popolare per "per l'espulsione degli stranieri che commettono reati". Credo che sia l'occasione per seguire l'esempio della Repubblica Francese, patria dei diritti dell'uomo e della democrazia moderna, la quale ha riconosciuto il problema cui l'Occidente è oggi confrontato: il fallimento della politica d'immigrazione!
Un fallimento nato dall'eccessivo buonismo legalista, che ha abbassato ogni forma di tutela e autodifesa delle comunità locali nei confronti degli immigrati che delinquono e che non rispettano le leggi e costumi del paese d'adozione. Un fallimento nato dalla cecità di una classe politica, che ancora oggi fatica a riconoscere la necessità di inasprire le leggi e le norme allo scopo di limitare l'accesso ai nostri Paesi (e al nostro stato sociale avanzato) da parte di persone che non contribuiscono alla crescita economica della Svizzera, ma alla sua distruzione sociale.
Ben vengano quindi misure che vogliono irrigidire la politica di naturalizzazione, un processo più lento e burocratico come vuole farci credere la Sinistra. La naturalizzazione è un atto politico di una comunità che decide di accogliere al suo interno il "forestiero"; se ha il diritto di concedere, la comunità ha pure il diritto di togliere la nazionalità concessa.
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