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Gli islamisti alzano la testa!
Islam e Svizzera l Questa settimana, ad un anno esatto dal voto popolare contro l'edificazione di minareti su suolo svizzero, il "Consiglio centrale islamico svizzero" ha lanciato un'iniziativa popolare allo scopo di rivedere il voto democratico espresso dal Popolo svizzero a fine novembre 2009. Una provocazione o un segnale preoccupante per la nostra sicurezza?
Ognuno è libero e in diritto di fare e lanciare le iniziative popolari che vuole, viviamo in un Paese libero e democratico. Il "Comitato centrale islamico svizzero", alla cui guida troviamo il convertito Nicolas Blancho, è stato però oggetto di attente osservazioni da parte degli organi di sicurezza.
Nello scorso aprile, sulle colonne del domenicale "NZZ am Sonntag", il direttore dell'ufficio federale dell'immigrazione Alard du Bois-Reymond ha affermato che "fra gli svizzeri convertiti all'islam ci sono delle persone che intendono creare una società completamente diversa" e che "questa idea avrebbe già fornito terreno fertile per potenziali terroristi" in Germania e in Gran Bretagna. Un grido d'allarme dall'alto responsabile federale, che dovrebbe far riflettere.
Se tutto questo non bastasse, lo scorso ottobre il "Consiglio centrale islamico svizzero" - con Blancho e il portavoce Abdel Azziz Qaasim Illi - ha accolto a Berna una delegazione del ministero della religione presso la sua sede centrale a Berna. La delegazione saudita era guidata da Fahd Ali Slihem, che dimostra lo stretto legame tra i centri islamici e le fonti di finanziamento saudite. Questo flusso di denaro è oggetto da tempo di inchieste e verifiche, poiché la posizione politico-religiosa dell'Arabia Saudita è da sempre duale: da un lato il regime saudita commercia con gli Stati Uniti e l'Occidente, dall'altra partecipa al finanziamento delle reti islamiche in tutto il Mondo con obiettivi non solo religiosi.
Il rischio di islamizzazione è palese e ormai inconfutabile. Il fatto che l'Arabia Saudita partecipi al finanziamento dei centri (culturali) islamici dimostra come la dottrina seguita dal "Consiglio centrale islamico svizzero" non è di tipo occidentale ma bensì arabo-saudita, quindi poco compatibile con la realtà elvetica.
Norman Gobbi
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