Ricerca
Fascista a chi?
I metodi perfidi e antidemocratici del regime liberalradicale
Questa settimana il foglio rosso bellinzonese ha funto da tribuna elettorale al fu partitone, con una folta schiera di “già Consiglieri” ai vari livelli istituzionali. Un florilegio di opinioni messe in prima pagina, che ben denota la paura in casa liberalradicale di perdere il potere e di veder svanire il proprio regime. Tra questi contributi dei legulei liberalradicali, uno mi ha fatto riflettere – anzi incavolare – più d’altri: quello del già Consigliere di Stato Gabriele Gendotti.
Il buon Lele ripete sulle colonne del foglio rosso bellinzonese le stesse esternazioni fatte nella disperata conferenza stampa dell’ultima ora. Conferenza stampa convocata dal fu partitone sotto l’egida del presidente e della vicepresidente e capo strategia; i convenuti – Giorgio Giudici per l’ala liberale e Lele Gendotti per l’ala radicale – hanno letto la propria lezioncina preparata ad hoc senza tanta convinzione, salvo quando si sono scagliati contro la Lega che rischia di far cadere il regime liberalradicale.
Leghisti fascisti?
Il buon Lele si è quindi ripetuto nei suoi attacchi contro la Lega sul foglio rosso bellinzonese, vaneggiando che con la Lega al potere il Cantone diverrebbe fascista e antidemocratico. Facendo un po’ di mente locale nella mia esperienza politica, la reazione che è nata in me è un misto di profonda incazzatura e gioia. Incazzato per le fesserie raccontate, gioia per la paura generata nel fu partitone.
Caro Lele, il Mattino della Domenica e la Lega dei Ticinesi hanno sempre attaccato le persone pubbliche per le loro azioni in maniera pubblica, assumendosi le proprie personalità e pagando di persona come fatto da Nano Bignasca; la Lega ha pure portato il popolo più volte alle urne, dando loro la possibilità di esprimersi democraticamente sulle decisioni prese dalla maggioranza parlamentare cantonale e comunale. Se questi sono metodi fascisti, credo che siamo fuori strada, e vi spiego perché.
Intimidazioni e ricatti sono la regola del regime liberalradicale
Nei primi anni della mia attività politica a livello comunale e regionale ben ricordo le pressioni velate e palesi cui i leghisti attivi e i proponenti delle liste a livello comunale erano sottoposti dal regime liberalradicale e ppdog. Le frasi più ricorrenti erano “ricordati che lavori per la Confederazione o per il Cantone”, “fai attenzione con chi vuoi stare, perché noi – liberalradicali – abbiamo il potere di decidere” e “non sarai così stupido di perdere il lavoro?”.
Questi, caro Lele, sono metodi fascisti e del terrore giacobino del regime liberalradicale. Ricordo ancora le notti insonni, i mal di pancia per questi velati e perfidi attacchi alla democrazia e alle persone che ci volevano sostenere.
Il riscatto della gente onesta
Se oggi il Popolo ticinese vorrà cambiare marcia politica in questo Cantone, allora sarà la vittoria della gente che ha a cuore la libertà e la democrazia, quella vera. Sarà anche il riscatto per quelle e quei ticinesi che per il semplice fatto di essere vicini alla Lega hanno subito i perfidi e fascisti metodi del regime liberalradicale.
Ringrazio di cuore e ho profondo rispetto per tutti coloro che si sono esposti per la Lega e hanno pagato il giogo del regime liberalradicale. Oggi ci riscatteremo.
Norman Gobbi
Social Network












