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Discorso di fine anno di Presidenza: "Grazie, ma..."
Stimate colleghe e colleghi, cari vice presidenti, Presidente e Membri del COnsiglio di Stato, gentile signore, egregi signori.
Sono passate 53 settimane dalla mia nomina a Presidente di questo consesso e 10 anni - per taluni già 30 - dalla mia entrata in Parlamento.
Obiettivi posti
Nel mio intervento lo scorso anno richiamavo al rispetto tra Governo e Parlamento, e all'umiltà nel riconoscere i propri limiti. Tra questi obiettivi c'erano tre elementi: che il Gran Consiglio potesse offrire dibattimenti arricchenti e senza superare le righe; una presenza maggiore del Consiglio di Stato durante le sessioni; il riconoscimento del ruolo del Parlamento da parte dell'Amministrazione. Sulla qualità delle nostre discussioni, siamo giudici di noi stessi, ma credo di ravvisare un ampio margine di miglioramento. Il Governo è stato leggermente più presente alle nostre sessioni, ma - anche qui - abbiamo buone possibilità di perfezionamento. Riguardo il rispetto dell'Amministrazione per il ruolo parlamentare, permettetemi di stendere l'abituale "pietoso velo" (stabile G docet).
Oltre questi obiettivi "interni", mi ero posto l'obiettivo anche verso l'identità e l'autodeterminazione. Nei miei incontri incontri anche con i nostri rappresentanti federali ho ravvisato come, purtroppo, il nostro Governo dovrebbe essere più presente a Berna, perché sempre più le decisioni dipendono dalla volontà federale. Da parte mia, ho rispettato quelli che erano gli obiettivi posti: mi sono impegnato direttamente sul progetto "Regio San Gottardo", collaborando direttamente con i colleghi di Uri, Grigioni e Vallese, e Gottardo 2020; a tal proposito rammento la 2a conferenza del San Gottardo il prossimo 9 ottobre qui a Bellinzona, che riunirà parlamentari e rappresentanti dei poteri locali della Regione del San Gottardo. Anche sul "fronte sud" mi sono impegnato, partecipando ad un incontro del direttivo della Regio Insubrica, ma anche con ricchi e intensi contatti personali con i presidenti delle Province di Como e Varese. Permettemi un appunto a chi solleva critiche riguardo questi incontri, che hanno permesso anche di ospitare un ministro della vicina Repubblica e di ospitare un europarlamentare: che lo si voglia o no, a sud dei nostri confini la realtà politica di riferimento è la Lega, quindi - fatemi il piacere e siate meno ipocriti - dimostrate di essere realmente aperti e coerenti.
Esperienze
In quest'anno le esperienze sul territorio sono state molteplici e mi hanno confermato come il nostro territorio sia eccezionale e bellissimo. Eccezionale nell'offrire interessi e attività diversissime tra loro, unite dall'impegno disinteressato di migliaia di persone che si impegnano per il bene comune. Bellissimo nella sua ricchezza di paesaggio e di testimonianze storiche e culturali.
In queste uscite ricordo con particolare piacere l'incontro con le associazioni svizzere a Parigi, in compagnia dell'allora presidente del Governo Borradori, del vicepresidente Calastri e del Cancelliere; l'incontro con i rappresentanti dell'ambasciata indiana a Coldrerio e russa ad Andermatt; l'inaugurazione di importanti opere di recupero del territorio a Moghegno e Brontallo; le ristrutturazioni delle capanne alpine del Corno Gries e di Prödör; i restauri alle chiese parrocchiali di Vico Morcote e Bironico; la visita "passerella artistica" della Scuola Tecnica d'Abbigliamento all'Ecole Hôtelliere di Losanna, la migliore al mondo; le numerose assemblee delle federazioni sportive cantonali e delle premiazioni dei nostri migliori atleti; i 50 anni della nostra TSI; le associazioni padronali e il loro grande impegno nel formare i nostri giovani; le associazioni di volontariato che aiutano lo Stato a meglio raggiungere gli obiettivi in ambito sociale, sanitario e ambientale. Senza dimenticare il recentissimo concorso Voliamo Filatelia, che ha permesso di avvicinare i giovani allievi delle nostre scuole alla filatelia e all'aviazione. A dimostrazione poi dell'impegno sul fronte dell'intrecciare buoni rapporti con i Cantoni alpini, l'ultimo discorso l'ho tenuto in tedesco a Flüelen.
A fronte di queste arricchenti esperienze, oltre all'onore di dirigere questo consesso, ho dovuto però chinarmi su cose più terrene e meno arricchenti, come ad esempio quello di richiamare taluni colleghi al principio profondo della milizia parlamentare; sì, perchè in Gran Consiglio vale più l'impegno personale che la contabilità delle ore per la redazione dei rapporti.
Ringraziamenti
Voglio quindi ringraziare nuovamente tutti voi per la fiducia espressami 53 settimane or sono, e per avermi permesso di diventare il vostro Presidente e il Primo Cittadino del Cantone, di fare questa esperienza che mi ha fatto crescere umanamente. Ringrazio il mio gruppo parlamentare che ha voluto premiare i miei 10 anni di presenza in Parlamento; lo ringrazio anche di avermi messo alla prova durante la direzione dei lavori parlamentari, dovendo più volte dimostrare ai nostri detrattori che i leghisti quando assumono le responsabilità, lo fanno fino in fondo e in maniera non partigiana. Ringrazio il Governo per il buon rapporto che abbiamo saputo instaurare in questi 12 mesi, avvicinandoci e facendo crescere il reciproco rispetto. Un grazie particolare alla Segreteria del Gran Consiglio, al segretario generale Rodolfo Schnyder, al consulente Michele Albertini e alle collaboratrici Jole, Marisa e Leana. Grazie anche all'ufficio presidenziale per la collaborazione, e auguri al mio successore Riccardo Calastri di poter affrontare con grande dedizione questa importante sfida.
Con una sola persona devo scusarmi: mia moglie Elena, che ha vissuto credo la parte più negativa della presidenza, ossia le lunghe assenze dovute agli impegni di rappresentanza. A lei il mio pensiero più grande, di cuore e affetto.
Tutte le avventure hanno un termine, e per fortuna la buona tradizione elvetica delle cariche istituzionali "a termine" permette alle istituzioni di sopravvivere alle persone. Per concludere Goethe disse: "Prima di Fare qualcosa, bisogna Essere qualcosa"... beh, spero che - oltre aver fatto il vostro presidente - io lo sia anche stato.
Grazie.

