«Prima il diritto a difendersi, poi quello dei criminali»

20/11/2010

Intervista del Corriere del Ticino in vista della votazione del 28 novembre 2010, sull'iniziativa espulsione dei criminali stranieri.

Con l'automatismo dell'espulsione e senza la proporzionalità della pena, l'iniziativa pone più d'un problema d'applicabilità.

«Non credo. Il fatto che una famiglia possa vedere allon­tanato dalla Svizzera il capofamiglia o un figlio, perché reo di aver commesso un reato violento o effera­to, allarma la Sinistra e gli oppositori dell'iniziativa. Noi siamo però più preoccupati che questi criminali possano rimane­re in Svizzera e compiere nuovamente dei reati. Inoltre, il ruolo educativo della mi­sura automatica di espulsione, la cui ne­cessità è comprovata al termine del pro­cesso giudiziario, porrà certamente un fre­no alla criminalità d'importazione. Gli avversari dell'iniziativa mettono molto l'accento sui diritti dei criminali e sulla pre­sunta doppia pena cui saranno sottoposti con l'approvazione dell'iniziativa. L'iniziativa pone invece l'accento sui diritti della comunità di potersi difendere, premiando coloro che rispettano le Leggi e punendo coloro che non rispettano le regole di vita civile del nostro Paese. Il garantismo esasperato della Sinistra, contraria all'iniziativa e al controprogetto, dimostra la bontà dell'iniziativa che pone un freno all'arrivo di criminali sul nostro territorio».

Suscettibili d'espulsione sarebbero però anche gli stranieri di seconda e terza generazione, nati e cresciuti in Svizzera, e per reati tutt'altro che gravi come l'abuso delle assicurazioni sociali.

«Se è auspicabile che tutti possano bene­ficiare di processi e tribunali neutrali, così come di pene commisurate al reato, il chiedere l'allontanamento dei criminali stranieri ospitati in Svizzera non rappre­senta una doppia punizione. Molti Paesi europei la prevedono e diversi Cantoni svizzeri la applicano: l'espulsione di criminali stranieri è una norma vigente già oggi, ma la cui applicazione deve essere sistematica nei casi di reati gravi e negli abu­si delle assicurazioni sociali. Sinora i Cantoni hanno applicato l'espulsione amministrativa nei casi già previsti oggi secondo il 'vento politico' e non secondo regole chiare».

Perché non aderire al controprogetto che risolverebbe ogni possibile problema d'applicabilità, introducendo il principio di proporzionalità della pena e specificando meglio la lista dei crimini suscettibili d'espulsione?

«Il controprogetto votato dalla maggioranza del Parlamento annacqua la forza e la fermezza delle regole chiare proposte dall'iniziativa. Con una formulazione perfida e vie legali tortuose, si vuole sdoganare una proposta non paragonabile alla cristallinità dell'originale; si pensi solo all'obbligo per le Istituzioni di integrare per legge gli stranieri, con misure paradossali, costi e burocrazia. Votando SÌ all'iniziati­va e NO al controprogetto, il Popolo svizzero farà un passo avanti per una comu­nità più sicura, con un miglior controllo dell'immigrazione».

* Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

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